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Pensioni Italia 2026-2027: requisiti, età e novità

Luca Giorgio Conti Esposito • 2026-05-27 • Revisionato da Elena Moretti

Organizzare la propria uscita dal lavoro in Italia è diventato un rompicapo fatto di date, contributi e scadenze che cambiano quasi ogni anno. Se ti stai chiedendo quanti anni servono per andare in pensione nel 2026, o cosa cambierà da gennaio 2027, questa guida fa chiarezza con dati puntuali e fonti verificabili, partendo da un dato concreto: nel 2024 l’INPS ha erogato oltre 23 milioni di prestazioni pensionistiche.

Prestazioni pensionistiche in pagamento (2024): 23,02 milioni ·
Percentuale pensioni sotto 750 € mensili: 59,6% ·
Età pensionabile ordinaria (2026): 67 anni ·
Contributi minimi per pensione di vecchiaia: 20 anni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Dal 2027 aumento progressivo dei requisiti contributivi per pensione anticipata (INPS – proiezioni ufficiali)
  • Dal 2028 età pensionabile anticipata contributiva sale a 64 anni e 3 mesi (INPS)

Quanti anni di contributi servono per avere la pensione in Italia?

Qual è l’età pensionabile adesso in Italia?

Nel 2026 l’età pensionabile ordinaria resta fissata a 67 anni, con un requisito contributivo minimo di 20 anni. Lo conferma Itinerari Previdenziali (centro studi indipendente), che sottolinea come l’adeguamento alla speranza di vita, che dal 2027 ricomincerà a far scattare aumenti, per ora non tocchi la pensione di vecchiaia. Per le lavoratrici e i lavoratori con contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, il sistema resta misto: la quota retributiva si calcola sugli ultimi anni di stipendio.

Il dato chiave

Il 59,6% delle pensioni italiane erogate nel 2024 – circa 13,7 milioni di prestazioni – ha un importo inferiore a 750 euro lordi al mese, secondo i dati elaborati da Previdenza Cooperativa (ente di patronato). Questo spiega perché molti lavoratori cercano di accumulare più contributi possibili prima di uscire.

Quali sono l’età e i requisiti per andare in pensione nel 2026?

Oltre alla pensione di vecchiaia, esistono percorsi alternativi. La pensione anticipata ordinaria nel 2026 richiede esclusivamente un’anzianità contributiva:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi

Non è prevista un’età minima: la pensione si raggiunge quando si maturano i contributi, come specificato dall’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale). Per i lavoratori precoci (almeno un anno di contributi prima dei 19 anni), il requisito scende a 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica, come indicato dal Patronato INCA CGIL (ente di assistenza sindacale).

L’implicazione è chiara: chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto periodi di discontinuità difficilmente raggiungerà i 42 anni e 10 mesi prima dei 67 anni, rendendo di fatto la pensione di vecchiaia l’unica strada percorribile.

Quando si va in pensione con 42 anni e 10 mesi?

Chi ha 42 anni di contributi può andare in pensione?

Sì, ma con una precisazione importante: il requisito per gli uomini è di 42 anni e 10 mesi, non solo 42 anni. Le donne, invece, necessitano di 41 anni e 10 mesi. Questi valori valgono per il 2026 e sono confermati dalla tabella ufficiale dell’INPS (istituto previdenziale nazionale).

  • Per i lavoratori con contribuzione mista (ante 1996): requisito fermo fino al 2026
  • Per i nati dal 1° gennaio 1996 (sistema contributivo puro): stesso requisito fino al 2026, ma con incrementi progressivi dal 2027

Chi va in pensione con 42 anni e 10 mesi viene penalizzato?

Dipende dall’importo della pensione e dall’età di uscita. Secondo il Patronato INCA CGIL (ente di tutela dei lavoratori), la penalizzazione riguarda soprattutto chi esce con un assegno basso, perché il calcolo contributivo riduce l’importo proporzionalmente agli anni di contribuzione effettivi. Per i lavoratori del sistema misto, la quota retributiva viene comunque calcolata interamente, ma l’uscita anticipata riduce il montante contributivo complessivo.

Il trade-off

Un lavoratore che esce a 63 anni con 42 anni e 10 mesi di contributi riceve una pensione più bassa rispetto a chi aspetta i 67 anni: i contributi versati dopo l’uscita non ci sono. Il consiglio dei patronati è di simulare l’importo con il servizio “La Mia Pensione” dell’INPS prima di presentare domanda.

Il trade-off è reale: chi esce prima perde contributi futuri, ma guadagna anni di libertà.

Cosa cambierà nel 2026 per le pensioni?

Quali sono le novità della Legge di bilancio 2026 per le pensioni?

La Legge di bilancio 2026 non introduce modifiche sostanziali ai requisiti della pensione di vecchiaia e della pensione anticipata ordinaria. Lo confermano sia l’INPS (ente previdenziale) sia Itinerari Previdenziali (centro studi indipendente). Le uniche novità riguardano la pensione anticipata contributiva (riservata a chi ha contribuzione dal 1996): la soglia minima per l’importo della prima rata scende da 3 a 2,8 volte l’assegno sociale per le donne con un figlio e a 2,6 volte per quelle con due o più figli.

Il quadro resta stabile, ma l’assenza di riforme strutturali significa che dal 2027 scattano gli automatismi legati alla speranza di vita.

Cosa cambia dal 2027 per le pensioni anticipate?

Quanti mesi in più ci saranno per andare in pensione dal 2027?

Dal 2027 il requisito per la pensione anticipata contributiva sale da 64 anni a 64 anni e 1 mese, come indicato dall’INPS (istituto previdenziale). Nel 2028 arriverà a 64 anni e 3 mesi. Per la pensione anticipata ordinaria, l’aumento riguarda i contributi: per i nati dal 1996, il requisito sale di un mese ogni anno:

  • 2027: uomini 42 anni e 11 mesi, donne 41 anni e 11 mesi
  • 2028: uomini 43 anni e 1 mese, donne 42 anni e 1 mese

Chi sono gli esclusi dall’aumento di un mese per la pensione dal 2027?

Secondo RaiNews (testata giornalistica nazionale), sono esclusi dall’aumento i lavoratori che hanno già maturato i requisiti contributivi entro il 31 dicembre 2026. In pratica, chi raggiunge 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) entro la fine del 2026 potrà andare in pensione con le regole attuali, senza attendere i mesi aggiuntivi. Chi li matura dal 1° gennaio 2027 in poi, invece, dovrà rispettare i nuovi requisiti.

La conseguenza è concreta: per chi compie l’ultimo mese di contributi tra gennaio e febbraio 2027, l’attesa effettiva per la decorrenza della pensione si allunga di diversi mesi.

Quali sono i dati aggiornati sulle pensioni in Italia?

Qual è la pensione media netta in Italia?

I dati INPS più recenti, elaborati da Morningstar (agenzia di analisi finanziaria), indicano che nel 2024 risultano in pagamento 23,02 milioni di prestazioni pensionistiche. Di queste, il 59,6% ha un importo inferiore a 750 euro lordi al mese, secondo Previdenza Cooperativa (ente di patronato). La pensione media effettiva si aggira intorno ai 1.200-1.300 euro lordi mensili, ma con una forte variabilità territoriale: al Nord l’importo medio è più alto, al Sud più basso. La pensione media netta, al netto delle imposte, si attesta intorno a 1.000-1.100 euro al mese per il trattamento di vecchiaia ordinario.

Come presentare la domanda di pensione all’INPS online?

La procedura si svolge interamente sul portale INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS. Ecco i passaggi:

  1. Accedi al portale INPS (ente previdenziale nazionale)
  2. Utilizza il servizio “Domanda di pensione” (categoria “Prestazioni pensionistiche”)
  3. Compila il modello telematico con i dati anagrafici e contributivi
  4. Allega i documenti richiesti (certificazione dei contributi esteri, se presenti, e autocertificazione dei periodi di lavoro)
  5. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il numero di protocollo

Il termine per la presentazione è di massimo 90 giorni prima della data di decorrenza desiderata. L’INPS comunica l’esito entro 30-60 giorni dalla domanda.

Per i lavoratori che hanno versato contributi all’estero (UE o convenzionati), è necessario allegare anche il modulo E205 (UE) o la certificazione del paese extra-UE.

In sintesi: Il sistema previdenziale italiano offre due porte d’uscita principali – vecchiaia (67 anni, 20 contributi) e anticipata (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne) – ma dal 2027 i requisiti per l’anticipata aumentano progressivamente. Per chi è vicino alla pensione, conviene verificare subito la propria posizione contributiva. Per chi è lontano, la pianificazione deve includere questi aumenti futuri.

I dati confermano che la maggior parte delle pensioni è bassa, rendendo cruciale la pianificazione.

“La penalizzazione per chi va in pensione anticipata è reale, soprattutto per chi ha carriere discontinue. Bisogna simulare l’importo prima di decidere.”

– Patronato INCA CGIL (ente di assistenza sindacale)

“Dal 2027 l’adeguamento alla speranza di vita ricomincerà a far crescere i requisiti: un mese in più all’anno per la pensione anticipata contributiva.”

– INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale)

“Sono esclusi dall’aumento di un mese dal 2027 solo i lavoratori che maturano i requisiti entro il 2026.”

– RaiNews (testata giornalistica nazionale)

Per chi cerca un quadro completo, l’articolo su requisiti pensioni Italia 2026-2027 offre una sintesi aggiornata delle regole per il prossimo biennio.

Domande frequenti

La pensione di vecchiaia è uguale per uomini e donne?

Sì, per la pensione di vecchiaia i requisiti sono identici: 67 anni di età e 20 anni di contributi per entrambi i sessi, come confermato dall’INPS.

Come si calcola la pensione con il sistema misto?

Con il sistema misto, la quota maturata fino al 31 dicembre 1995 si calcola con il metodo retributivo (basato sugli ultimi stipendi), mentre la parte successiva al 1995 si calcola con il metodo contributivo (basato sui contributi versati). Il risultato è la somma delle due quote.

Qual è la differenza tra pensione anticipata e pensione di vecchiaia?

La pensione di vecchiaia richiede un’età minima (67 anni) e 20 anni di contributi. La pensione anticipata non richiede un’età minima, ma un’anzianità contributiva superiore: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (dati 2026).

Posso cumulare più pensioni?

Sì, ma con limitazioni. È possibile cumulare una pensione diretta (di vecchiaia, anticipata) con una pensione ai superstiti (reversibilità). Il cumulo tra più pensioni dirette è possibile solo se maturate in gestioni diverse, entro certi limiti di importo.

Cosa fare se ho contributi all’estero?

Se hai contributi in paesi UE o convenzionati, devi richiedere il modello E205 (UE) o la certificazione del paese extra-UE. L’INPS totalizza i contributi per il diritto, ma l’importo viene calcolato pro-rata in base ai contributi versati in Italia.

Quali sono i documenti necessari per la domanda di pensione?

Documento di identità, codice fiscale, certificazione dei contributi esteri (se presenti), autocertificazione dei periodi di lavoro, e la dichiarazione dei redditi degli ultimi due anni per la verifica dell’assegno sociale. Tutti i documenti possono essere caricati online sul portale INPS.

Per un lavoratore dipendente con 38 anni di contributi nel 2026, la scelta è tra aspettare i 67 anni (e ricevere una pensione più alta ma tra molti anni) oppure continuare fino a 42 anni e 10 mesi, accettando un assegno ridotto. Per chi ha iniziato a lavorare a 20 anni, la pensione anticipata arriva intorno ai 62-63 anni: il trade-off è concreto e va calcolato caso per caso.



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