Chi ha provato a prenotare una visita medica in Italia conosce quella sensazione: aprire il portale del CUP, scegliere la prestazione e trovare — se va bene — date che slittano di mesi. La buona notizia è che qualcosa sta cambiando. Dal 26 giugno 2025 è online la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa, uno strumento pensato proprio per dare ai cittadini un quadro chiaro di dove si aspetta e per quanto. E i primi dati mostrano segnali concreti, anche se resta molto da fare.

Visita neurologica Torino: da 213 a 5 giorni (dicembre–aprile 2026) · Priorità B: max 10 giorni · Trend liste d’attesa: invertito dopo 20 anni (Schillaci) · Fonti ufficiali: salute.gov.it e AGENAS

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Dati uniformi su tutte le Regioni (fase iniziale con copertura variabile)
  • Impatto completo della legge 2024 sui tempi reali di attesa
  • Grado di interoperabilità raggiunto dai sistemi regionali
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Dati a regime in tempo reale “ad evento” da tutte le Regioni (Eubea)
  • Filtri geografici e indicatori di performance nella versione 2.0 (Eubea)
  • Confronti tra tempi SSN e attività intramoenia (Eubea)

La tabella seguente raccoglie gli indicatori chiave della piattaforma con le relative fonti istituzionali.

Indicatore Dato Fonte
Sito istituzionale salute.gov.it/liste-di-attesa Ministero della Salute
Priorità B (breve) ≤10 giorni MD Digital
Trend 2024 Miglioramento nazionale Ministero della Salute
Dichiarazione Schillaci “Invertito dopo vent’anni” AOGOI
Copertura PNLA Strutture pubbliche, private accreditate, intramoenia Quotidiano Sanità
Primo aggiornamento dati gennaio-settembre 2025 AGENAS
Monitoraggio ALPI Attività Libero Professionale Intramuraria AGENAS ALPI

Monitoraggio delle liste di attesa

La Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) rappresenta il primo strumento di trasparenza centralizzato sui tempi di attesa del Servizio Sanitario Nazionale. Introdotta dall’articolo 1 della Legge n. 107 del 29 luglio 2024, la piattaforma è stata resa accessibile al pubblico il 26 giugno 2025 attraverso il Portale della Trasparenza di AGENAS, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.

Cos’è il monitoraggio AGENAS?

AGENAS agisce come organo tecnico di supporto al Ministero della Salute e coordina il flusso di dati provenienti da tutte le Regioni e Province Autonome. La collaborazione include attività di audit e affiancamento per garantire che i progetti di interoperabilità regionali rispettino le scadenze previste dal decreto: entro 60 giorni dall’emanazione, le Regioni devono predisporre un progetto operativo per connettersi alla PNLA.

Il Ministero della Salute finanzia direttamente l’adattamento dei sistemi informativi regionali per consentire l’integrazione con la piattaforma nazionale.

Piattaforma nazionale: come funziona

In fase iniziale, la PNLA acquisisce dati mensili dalle Regioni secondo le direttive del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA). I dati visualizzabili riguardano i primi cinque mesi del 2025 (gennaio-maggio), con un successivo aggiornamento che ha esteso il periodo di riferimento a gennaio-settembre 2025.

L’impatto

Per la prima volta, un cittadino può confrontare i propri tempi di attesa con la media nazionale, senza dover navigare decine di portali regionali diversi. La piattaforma integra dati dal Ministero, dalle Regioni e dagli operatori sanitari in un unico cruscotto accessibile.

Indicatori chiave tracciati

  • Numero totale di prenotazioni
  • Percentuale di prenotazioni festive e prefestive
  • Quota di prime disponibilità accettate dai pazienti
  • Tempi medi di attesa per singola prestazione e classe di priorità

La PNLA monitora le prime visite e gli accertamenti diagnostici: TAC, risonanza magnetica, ecografie, mammografie e colonscopie rientrano tra le prestazioni tracciate.

L’implicazione: la piattaforma non risolve automaticamente il problema delle liste d’attesa, ma fornisce al cittadino lo strumento per documentare un ritardo e, se necessario, attivarsi. Quando i dati sono pubblici, diventa più difficile che un disservizio resti sommerso.

Liste di attesa per interventi chirurgici

Le liste chirurgiche rappresentano uno degli ambiti più critici per i pazienti italiani. La PNLA non si limita alle visite ambulatoriali ma estende il monitoraggio anche alle agende operatorie delle strutture pubbliche e private accreditate.

Ruolo del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha inserito il monitoraggio delle liste d’attesa chirurgiche tra le priorità strategiche del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa. L’obiettivo dichiarato è migliorare la governance del sistema, garantendo che i tempi massimi stabiliti per legge vengano rispettati.

Orazio Schillaci, Ministro della Salute, ha commentato i primi risultati con una dichiarazione significativa: “Da oggi i cittadini potranno accedere alla piattaforma di Agenas per vedere i tempi di attesa su base nazionale per le visite e la diagnostica.”

Il Ministero monitora l’andamento delle agende operatorie pubbliche per identificare le strutture che rispettano i parametri PNGLA e quelle che necessitano di interventi correttivi.

Esempi concreti di riduzione

I dati raccolti mostrano segnali di miglioramento in alcune aree geografiche. A Torino, la visita neurologica ha visto i tempi di attesa passare da 213 giorni a soli 5 giorni tra dicembre 2024 e aprile 2026. Un risultato che, pur non essendo rappresentativo dell’intero panorama nazionale, indica che interventi mirati possono produrre risultati misurabili.

Il riscontro

La riduzione registrata a Torino dimostra che l’inversione del trend ventennale, annunciata da Schillaci, non è solo una dichiarazione politica: ci sono già realtà locali che stanno traducendo le direttive nazionali in risultati tangibili per i pazienti.

Classi di priorità

  • U (Urgente): prestazioni da erogare nel più breve tempo possibile
  • B (Breve): massimo 10 giorni — esattamente il parametro che molti pazienti ignorano
  • D (Differibile): tempi più lunghi ma entro limiti definiti dal PNGLA
  • P (Programmata): prestazioni programmabili che possono attendere

Il catch: conoscere le classi di priorità non basta se poi non si sa come utilizzarle. La stessa piattaforma PNLA prevede nella versione 2.0 (attesa per metà dicembre 2025) filtri geografici che permetteranno di verificare se la propria ASL rispetta i parametri per la classe B.

“Sto incontrando i presidenti delle Regioni, c’è un dialogo continuo volto non a punire le Regioni, ma a collaborare. Serve uno sforzo comune nel quale tutti devono giocare una parte.”

— Orazio Schillaci, Ministro della Salute (AOGOI)

Per i pazienti che si trovano ad affrontare tempi di attesa superiori a quelli previsti dalla propria classe di priorità, la trasparenza dei dati diventa il primo passo per reclamare il diritto alla prestazione nei tempi stabiliti.

L’associazione Cittadinanzattiva consiglia di conservare sempre la documentazione delle prenotazioni per poter dimostrare eventuali superamenti dei tempi massimi previsti dalla propria classe di priorità.

Legge liste di attesa 2024

La Legge n. 107 del 29 luglio 2024 rappresenta il marco normativo che istituisce formalmente la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa. Si inserisce in un percorso avviato con il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2019-2021 e ne amplia significativamente la portata operativa.

Novità principali

Rispetto al precedente framework normativo, la legge 2024 introduce tre elementi di novità sostanziali:

  • Obbligo di trasparenza attiva: le Regioni devono alimentare la PNLA con dati mensili, pena l’attivazione di procedure di verifica
  • Estensione al libero professionale: il monitoraggio ALPI (Attività Libero Professionale Intramuraria) viene integrato nel cruscotto nazionale, permettendo confronti tra tempi SSN e intramoenia
  • Sanzioni e incentivi: il meccanismo prevede un sistema di premialità e penalità legato al rispetto dei parametri PNGLA

Appropriatezza prescrittiva

Un aspetto spesso sottovalutato della legge riguarda l’appropriatezza prescrittiva: la piattaforma non traccia solo i tempi, ma anche le indicazioni cliniche che portano a prescrivere determinate prestazioni. L’obiettivo è ridurre le richieste inappropriate che congestionano le liste.

Il Ministero della Salute ha finanziato appositamente l’adattamento dei sistemi informativi regionali per consentire questa interoperabilità, stanziando risorse che vanno oltre il semplice aggiornamento tecnologico.

Quadro ancora disomogeneo

Nonostante l’accelerazione impressa dalla legge, permane una significativa eterogeneità tra le Regioni. Le attività di audit condotte da AGENAS hanno evidenziato che alcune Regioni hanno già predisposto progetti operativi di interoperabilità, mentre altre sono ancora in fase di adeguamento.

La scadenza dei 60 giorni dall’emanazione del decreto per la presentazione dei progetti regionali sta producendo risultati disomogenei, come è naturale in un sistema a competenza regionale. L’auspicio del Ministero è che il dialogo continuo con i presidenti delle Regioni produca un allineamento progressivo.

Cosa guardare

Nella versione 2.0 della PNLA, attesa per metà dicembre 2025, saranno disponibili indicatori di performance specifici per Regione. Per chi vuole monitorare l’efficacia della legge, quegli indicatori rappresenteranno il primo metro di valutazione concreto.

La legge 2024 ha posto le basi, ma il vero test sarà la capacità del sistema di passare dai dati mensili a quelli in tempo reale “ad evento”, previsti per la versione 3.0 nel primo semestre 2026.

Liste d’attesa sanità per regione

Una delle lacune storiche del sistema italiano è sempre stata la difficoltà di confrontare i tempi di attesa tra diverse Regioni. La PNLA promette di colmare questa lacuna, ma il percorso è ancora in fase iniziale.

Differenze regionali

Il Report Nazionale di Sintesi dei risultati del monitoraggio DM 77/2022, pubblicato da AGENAS per il II semestre 2024, ha evidenziato significative variazioni regionali nella capacità di garantire i tempi previsti dal PNGLA.

Alcune Regioni hanno raggiunto buoni livelli di performance, altre mostrano ritardi strutturali che richiedono interventi di medio termine. La piattaforma PNLA, nella sua fase attuale, non fornisce ancora classifiche regionali dettagliate, ma i prossimi aggiornamenti includeranno filtri geografici che permetteranno questo tipo di analisi.

Dati per regione

L’aggiornamento della PNLA con dati relativi a gennaio-settembre 2025 ha permesso di espandere la base di riferimento. Tuttavia, è importante sottolineare che la copertura non è ancora uniforme: alcune Regioni hanno sistemi informativi più evoluti e trasmettono dati più completi, altre presentano lacune.

Il Programma Nazionale Esiti (PNE) 2024, presentato da AGENAS il 29 ottobre 2024 su dati 2023, offre un quadro complementare che integra gli indicatori di esito con quelli di attesa, permettendo una valutazione più articolata della performance regionale.

Esempio Torino: come migliorare

Il caso torinese della riduzione da 213 a 5 giorni per la visita neurologica offre un modello replicabile. L’analisi suggerisce che interventi su specifiche aree critiche — formazione del personale CUP, ottimizzazione delle agende, contrasto alle prenotazioni mancate — possono produrre risultati rapidi.

Il pattern: laddove esiste una volontà politica locale accompagnata da investimenti mirati sulla gestione delle agende, i tempi di attesa possono ridursi significativamente anche in contesti precedentemente critici.

“Come cittadino puoi accedere al cruscotto PNLA, vedere i tempi di attesa per la tua zona e, se superi i parametri della classe B, hai titolo per segnalare alla tua ASL.”

— Portale Trasparenza AGENAS, videosupplemento esplicativo

AGENAS e Piattaforma nazionale liste di attesa

AGENAS gioca un ruolo centrale nell’architettura della trasparenza sanitaria italiana. Non si limita alla gestione della PNLA, ma coordina l’intero ecosistema di monitoraggio che include il Programma Nazionale Esiti, il monitoraggio DM 77/2022 e la piattaforma ALPI.

Funzionamento di AGENAS

L’Agenzia opera come braccio operativo del Ministero della Salute, con autonomia tecnico-scientifica. Le sue funzioni principali includono:

  • Supporto tecnico-normativo alle Regioni
  • Raccolta, elaborazione e diffusione di dati sanitari
  • Valutazione della performance del sistema sanitario
  • Gestione dei portali di trasparenza (PNLA, Portale Trasparenza)

La collaborazione con la Conferenza Stato-Regioni garantisce che le linee guida tecniche siano condivise e che l’implementazione regionale segua standard comuni.

Accesso alla piattaforma

Il cruscotto PNLA è accessibile tramite il Portale della Trasparenza di AGENAS all’indirizzo portaletrasparenzaservizisanitari.it. Una videoguida, resa disponibile insieme all’aggiornamento dei dati di ottobre/novembre 2025, spiega come navigare la piattaforma e interpretare gli indicatori.

Il Ministero della Salute ha pubblicato la news istituzionale lanciando la piattaforma il 26 giugno 2025, confermando la disponibilità dei dati iniziali per il periodo gennaio-maggio 2025.

Evoluzione tecnologica

La roadmap della PNLA prevede tre fasi di sviluppo:

  • Versione 1.0: disponibile dal 27 giugno 2025, dati mensili da Regioni
  • Versione 2.0: attesa per metà dicembre 2025, filtri geografici, indicatori performance, download dati aperti
  • Versione 3.0: primo semestre 2026, interoperabilità piena, dati in tempo reale “ad evento”

La versione 3.0 rappresenta l’obiettivo finale: un sistema in cui ogni prenotazione viene registrata e trasmessa in tempo reale alla piattaforma nazionale, permettendo un monitoraggio senza latenza.

Il trade-off

L’interoperabilità piena richiede che tutte le Regioni adattino i propri sistemi informativi. Non si tratta di un aggiornamento banale: alcune Regioni hanno sistemi legacy obsoleti che richiederanno investimenti consistenti. Il finanziamento ministeriale copre i costi, ma la variabile tempo resta critica.

Per i cittadini, la versione 3.0 significherà poter verificare in tempo reale la disponibilità di prestazioni in qualsiasi struttura del SSN, con la possibilità di confrontare tempi e scegliere consapevolmente dove prenotare.

In sintesi: La PNLA è uno strumento concreto di trasparenza, non una soluzione magica al problema delle liste d’attesa. I cittadini: usate la piattaforma per documentare i vostri tempi e reclamare i diritti previsti dalla vostra classe di priorità. Le Regioni: l’investimento in interoperabilità è inevitabile — chi si adegua prima guadagnerà credibilità. I pazienti in classe B: se aspettate più di 10 giorni, avete titolo per segnalare.

Stato di certezza

Confermato

  • Piattaforma Nazionale Liste di Attesa online dal 26 giugno 2025 su salute.gov.it
  • Priorità B prevede al massimo 10 giorni di attesa
  • AGENAS gestisce il cruscotto sul Portale della Trasparenza
  • Versione 2.0 attesa per metà dicembre 2025
  • Versione 3.0 con interoperabilità piena nel primo semestre 2026

Incerto

  • Dati uniformi e completi per tutte le 21 Regioni e Province Autonome
  • Impatto effettivo della legge 2024 sulla riduzione reale dei tempi d’attesa
  • Tempistiche precise di completamento dell’interoperabilità regionale

Linea temporale

Sette tappe chiave hanno segnato l’evoluzione del monitoraggio nazionale delle liste d’attesa dal 2024 al 2026.

Data Evento Fonte
29 luglio 2024 Approvazione Legge n. 107 istitutiva PNLA Ministero della Salute
29 ottobre 2024 Presentazione Programma Nazionale Esiti (PNE) 2024 AGENAS
26 giugno 2025 Lancio online PNLA versione 1.0 Ministero della Salute
27 giugno 2025 Prima versione cruscotto PNLA disponibile AOGOI
Ottobre/novembre 2025 Aggiornamento dati PNLA (gennaio-settembre 2025) + videoguida AGENAS
Metà dicembre 2025 Lancio versione 2.0 PNLA (filtri geografici, indicatori performance) Quotidiano Sanità
Primo semestre 2026 Versione 3.0 PNLA con interoperabilità piena e dati in tempo reale Quotidiano Sanità

La progressione delle versioni indica una strategia di implementazione graduale: si parte con dati aggregati mensili, si aggiungono funzionalità di analisi, e si arriva all’interoperabilità completa. Un approccio prudente che permette di affrontare le resistenze regionali step by step.

Letture correlate: Sanità in Italia: guida, classifiche e migliori regioni

Il monitoraggio AGENAS sulla piattaforma nazionale introdotta dalla legge 2024 mostra tempi variabili per regione e interventi, come emerge dal monitoraggio tempi e legge.

Domande frequenti

Come posso ridurre le liste di attesa personali?

Verifica prima di tutto la classe di priorità della tua prestazione. Se rientri nella classe B (massimo 10 giorni) e superi questo limite, puoi segnalare il ritardo alla tua ASL. In alternativa, puoi chiedere al CUP se esistono altre strutture con tempi inferiori nella tua zona o in Regioni vicine.

Quali documenti servono per prenotare tramite CUP?

Per prenotare una visita o un esame tramite il Centro Unico di Prenotazione occorrono: tessera sanitaria, documento di identità valido, richiesta del medico di famiglia o specialista (impegnativa), eventuale documentazione clinica precedente rilevante per la prestazione richiesta.

Cosa posso fare se supero i tempi di attesa previsti?

Puoi inviare una segnalazione scritta via PEC alla tua ASL documentando la data di prenotazione e il tempo trascorso. Cittadinanzattiva consiglia di conservare sempre la documentazione delle prenotazioni. In caso di mancato rispetto della priorità B, hai diritto a rivolgerti a strutture alternative a carico del SSN.

Le liste d’attesa variano tra diverse ASL?

Sì, esistono differenze significative tra ASL anche all’interno della stessa Regione. La PNLA permette di confrontare i tempi medi per prestazione a livello nazionale, ma i dati regionali dettagliati diventeranno disponibili con la versione 2.0 della piattaforma (attesa per metà dicembre 2025).

Esistono app per monitorare le liste di attesa?

Alcune Regioni hanno sviluppato applicazioni dedicate per la prenotazione e la gestione degli appuntamenti (ad esempio, app per i servizi sanitari regionali). La PNLA non dispone ancora di un’app dedicata, ma il cruscotto è accessibile da mobile tramite browser.

Quali interventi hanno generalmente tempi di attesa più lunghi?

Gli accertamenti diagnostici complessi (risonanza magnetica, TAC) e alcune visite specialistiche (neurologia, ortopedia, gastroenterologia) mostrano tipicamente tempi più lunghi. La situazione varia molto per area geografica: alcune zone del Centro-Nord hanno ridotto significativamente i tempi, mentre nel Sud persistono attese più lunghe.

La telemedicina può ridurre le attese?

Sì, le visite di controllo in telemedicina liberano slot ambulatoriali per prime visite di pazienti con bisogni più urgenti. Il Ministero della Salute sta promuovendo l’adozione della telemedicina anche per ridurre la pressione sulle liste d’attesa fisiche.

Per chi ha bisogno di approfondimenti sui numeri della sanità italiana, è disponibile una guida completa sulla situazione sanitaria nazionale che analizza le classifiche regionali e i parametri di performance del sistema.

Per i cittadini che si trovano ad affrontare tempi di attesa superiori a quelli previsti dalla propria priorità, la scelta è chiara: documentare, segnalare, e se necessario rivolgersi alla propria ASL o a un’associazione di tutela come Cittadinanzattiva. La PNLA ha reso disponibile lo strumento — sta ora ai pazienti usarlo per far valere i propri diritti.